Caterina (Rina) Durante, poetessa, scrittrice, commediografa, regista.
Un ricordo di Maurizio Meo
Un giorno, tempo fa, con una mia giovane collaboratrice, mi capitò di dover rintracciare tal via "Girolamo Comi" in un paese della provincia di Lecce. Mi venne spontaneo chiederle : ma sai chi è Comi, ? NO! Rispose lei. E Rina Durante? NEANCHE!
Considerato che era una laureanda in lettere moderne presso UniSalento, rimasi un tantino sconvolto ed anche un po' scandalizzato.
Mi venne in mente, allora, di scrivere questo breve ricordo personale che ho di Rina Durante, a beneficio delle giovani generazioni. Oggi ve lo ripropongo.
Nonostante siano trascorsi quasi 50 anni dal quell'ottobre 1970, ricordo ancora ogni parola, ogni attimo della prima lezione di italiano, del primo giorno di scuola, del primo superiore all 'ITIS di Lecce.
Lei entrò. Tutti in piedi. "State comodi" disse, ma si intuì che apprezzò il gesto. Indossava un tailleur molto semplice, castigatissimo, in un tessuto pied de poule dai toni tra il bianco ed il verde pastello. L'unico vezzo : un foulard coloratissimo che indossava un po' alla garibaldina.
Adesso pendevano tutti dalle sue labbra. Nessuno mai ci aveva parlato di quella scuola in quel modo. La sua franchezza ed il modo schietto con il quale affrontava ogni argomento, erano proverbiali.
"Vi metto alla prova. È notte fonda. Non c'è luna. Siamo in periferia e c'è una civetta che canta vicino alla finestra illuminata di una casa. Cosa significa questo per voi?
I commenti si sprecarono. "Lu castarieddhu te la morte", "che c'è un morto nella casa", "cose brutte professoressa" e giù di lì.
"Siete ottusi, ottusi e retrogradi, retrogradi e superstiziosi e io vi spacco la testa in due se non aprite le vostre menti alla ricerca, all'indagine, alla conoscenza, alla scienza. Perché la civetta sta lì e canta? Rispondete! "
Le risposte non furono dissimili dai precedenti commenti. La professoressa però adesso era furiosa. Fu allora che alzai la mano per azzardare un'ipotesi. "Forse la civetta, essendo un'animale notturno, è lì perché attirata dalla luce? E lei, un po' rasserenata ma sempre con veemenza:" non c'era bisogno di alzare la mano e, bravo, così vi voglio; ci sono mille motivi per cui la civetta e lì ma nessuna delle stronzate che avete detto. Dovete guardare al mondo con occhi limpidi, non velati da pregiudizi e superstizioni. Dovete essere sempre curiosi e avvalervi del beneficio del dubbio perché esso vi spinge alla ricerca e la ricerca alla conoscenza. Aprite le vostre menti alla conoscenza, allo studio e nessuna materia sarà più un tabù per voi. Per come sono fatta io, nessuno di voi sarà rimandato o bocciato nella mia materia; ma non illudetevi, non assegno voti politici, semplicemente non lascio nessuno indietro, vi porto tutti con me, rallento se necessario, torno dieci volte sull'argomento se non è chiaro, ma al traguardo ci arriviamo tutti assieme oppure io avrò fallito. Ci sarà chi avrà preso otto e chi sei, ma poco importa per me. Per me è importante arrivare tutti al traguardo e per questo non vi darò mai tregua, vi starò sempre col fiato sul collo, io non mollo.
Era Caterina Durante, la mia professoressa di Italiano e Letteratura, poetessa, scrittrice, ricercatrice, regista.
Io, l'ho amata da subito.
